Un sorriso luminoso viene spesso associato a cura di sé, e sempre più persone si rivolgono a trattamenti specifici per sbiancare i denti. Ma cos’è davvero lo sbiancamento dentale, è sicuro e quali risultati si possono ottenere?
Che cos’è
È un trattamento estetico che rende i denti più chiari, attenuando le macchie superficiali e profonde causate da fattori esterni, come caffè, vino rosso e fumo, o interni, come l’invecchiamento, i traumi e alcuni farmaci. A differenza della pulizia dei denti, che rimuove placca e tartaro, lo sbiancamento agisce sulla colorazione dello smalto e della dentina.
Si esegue in studio oppure, in alcuni casi, a casa con kit forniti dal dentista. In entrambe le situazioni serve prima una valutazione professionale.
Le tipologie
In studio
È il metodo più efficace e controllato. Si applica un gel a base di perossido, attivato con lampada LED o laser. La seduta dura tra i 30 e i 60 minuti e può essere ripetuta per un risultato più marcato.
- Risultato visibile già dalla prima seduta
- Maggiore controllo e sicurezza
- Trattamento adattato al caso
A casa, con mascherine su misura
Il dentista fornisce mascherine personalizzate e un gel a bassa concentrazione, da usare per alcune ore al giorno o di notte, in genere per una o due settimane.
- Più comodo e flessibile
- Utile per mantenere il risultato nel tempo
- Minor rischio di sensibilità rispetto al trattamento intensivo
Kit da banco
Strisce, penne, gel e dentifrici acquistabili in farmacia o online. Contengono concentrazioni basse e non sono personalizzati: danno risultati modesti e, usati male, possono irritare le gengive o danneggiare lo smalto. Meglio sentire il dentista prima.
Quando è indicato
È adatto a chi ha denti vitali e in buona salute, con alterazioni di colore lievi o medie:
- Macchie da fumo, tè, caffè, vino rosso
- Ingiallimento legato all’invecchiamento dello smalto
- Alcune colorazioni da farmaci, in casi selezionati
- Esigenze estetiche in vista di un evento
Non è indicato in presenza di carie o malattie gengivali non trattate, di sensibilità dentale marcata, e non agisce su otturazioni, corone o faccette: i materiali artificiali non cambiano colore. È un punto importante da sapere prima, perché altrimenti il risultato finisce per essere disomogeneo.
Quanto dura
Dipende dal trattamento scelto, dalle abitudini alimentari, dal fumo e dalla predisposizione individuale. In media lo sbiancamento professionale e quello domiciliare supervisionato durano uno o due anni; i kit da banco molto meno.
Per far durare il risultato: limitare cibi e bevande che macchiano, soprattutto nei primi giorni, smettere di fumare, usare dentifrici specifici per il mantenimento e non saltare i controlli.
È doloroso?
No, ma può comparire una sensibilità temporanea al caldo, al freddo o agli acidi. È un effetto passeggero, che si risolve in poche ore o pochi giorni. Il dentista può consigliare prodotti desensibilizzanti.
Rovina i denti?
Eseguito da un professionista e con prodotti certificati, no: i materiali sono studiati per agire sullo smalto senza intaccarne la struttura. Il problema nasce con i trattamenti fai da te o ripetuti troppo spesso, che possono indebolire lo smalto, aumentare la sensibilità e irritare le gengive. Vale la regola opposta a quella che si pensa: più sbiancamenti non significa più bianco, significa più danni.
Aspettative realistiche
Dopo il trattamento i denti appaiono più chiari, con un colore più uniforme. Non tutti però raggiungono il bianco delle pubblicità: il punto di partenza e la struttura del dente fanno la differenza. Se l’obiettivo è un cambiamento più marcato, la strada sono le faccette, con tutto quello che comportano.
È adatto a tutti?
In generale è sicuro per adulti in buona salute orale. È sconsigliato in gravidanza e allattamento, nei bambini e in presenza di patologie dentali non trattate. Solo una visita può stabilire se è indicato nel tuo caso.
Mandaci una foto del sorriso: valutiamo se basta uno sbiancamento o se il risultato che cerchi richiede un’altra soluzione.


